presenta:

 

L’IDIOTA

 

Di

 

 Fabio “Dostoevskij” Volino & Carlo “Bulgakov” Monni

 

 

Un sobborgo di Mosca, un giorno come tanti altri.

 

A volte le cose accadono senza motivo o almeno questo è quello che sembra. Una banale rissa per motivi di traffico porta fuori il peggio delle persone, come se la violenza non aspettasse altro che il più banale pretesto per esprimersi. Se questo è vero nell’ opulenta (almeno all’ apparenza) società occidentale, molto di più lo è in un paese come la Russia, che cerca faticosamente di superare le molte contraddizioni di una difficile transizione tra la rigida ed irreggimentata società del cosiddetto Socialismo Reale ed una che tenti di essere libera e democratica. Di certo comunque non è a questo che pensano i due uomini che stanno discutendo e che ora sono venuti alle mani, poi uno di loro estrae un coltello multiuso e sta per sferrare un colpo al suo avversario, quando una mano forte lo afferra. L’ uomo che intervenuto ha un’ età indefinibile tra i 30 ed i 40 anni, la sua voce è bassa, ma autoritaria:“Non vi vergognate?“ chiede “A questo si è ridotto il glorioso popolo sovietico?“.

“Ma dove vivi amico?” ribatte l’ uomo “L’ Unione Sovietica è morta, ora c’è solo la Russia”.

L’ altro sorride amaro:“E tu credi che sia degno di un russo perdersi in una rissa da strada, addirittura minacciarne un altro con un coltello?” ribatte “Abbiamo forse perso il nostro orgoglio? Eravamo un grande popolo una volta, possiamo ancora esserlo, sai?”.

Non si può dire se il suo discorso abbia solleticato qualche corda nei suoi ascoltatori, ma questi si fermano. L’ uomo con il coltello scuote la testa, lo ripone e dice:“Io… credo che andrò a casa”.

Risale in auto e così fa l’ altro contendente. Rimane solo l’ uomo che li ha separati ed ora ritorna da dove è venuto. C’è chi lo conosce come Igor Vanko, ma in altri tempi era un uomo di successo, il suo nome era Valentin Shatalov.

 

Anni fa era il ragazzo prodigio di quella che era nota come l’ Armata Rossa. Uscito dall’ Accademia, aveva fatto una carriera fulminante che l’ aveva portato ad essere il più giovane Colonnello Generale dell’ Esercito Sovietico. Nel suo curriculum, oltre a brillanti operazioni belliche in terra straniera, anche un lungo periodo nel G.R.U., il servizio segreto delle Forze Armate. Il crollo dell’ Unione Sovietica non l’ aveva sorpreso impreparato. Già da tempo aveva trovato una confortevole nicchia presso il Ministero della Difesa e da quella posizione concepì, assieme ad altri, il Progetto Remont[1] per la ristrutturazione del potere comunista in Russia e nel resto dell’ ex U.R.S.S. Data la sua posizione ed i suoi appoggi politici, gli fu facile ottenere un ordine che costringesse Dimitri Bukharin a consegnare l’ armatura della Dinamo Cremisi, armatura che fece assegnare a sé stesso. Nelle vesti di Dinamo Cremisi, divenne il leader di un supergruppo che oltre a lui comprendeva anche Titanium, l’ Unicorno e Volpe di Fuoco e che fu appropriatamente chiamato Remont 4.  Un incidente, la cui esatta natura non gli è ancora chiara, lo portò a scambiare la mente con l’ eroe americano chiamato Iron Man ed in quell’occasione ne scoprì l’ identità segreta, anche se adesso non riesce a ricordarsela o anche solo a pensare a quel particolare. Quando riprese il controllo del suo corpo, scoprì che i suoi piani di sovvertimento del governo erano stati scoperti e solo la sua abilità, il suo addestramento e l’ aiuto di potenti amici gli consentirono di fuggire.
In seguito, lui ed i suoi alleati concepirono un piano audace: si sarebbe finto il figlio dell’ inventore dell’ armatura della Dinamo Cremisi, il defunto Professor Anton Vanko, ed in quei panni sarebbe stato “selezionato” come nuovo Dinamo Cremisi e sarebbe stato il rappresentante della Russia nel nuovo supergruppo dell’ ONU, WorldWatch. Il piano funzionò, sennonché, battendosi al fianco dei suoi nuovi compagni, confrontandosi con il loro idealismo, Shatalov cominciò a mettere in dubbio il piano che lui stesso aveva concepito e decise di abbandonare il ruolo di Dinamo Cremisi e tornare anonimamente in Russia. Buoni propositi messi ultimamente a dura prova dal fatto che la Russia è diventata qualcosa che lui non riesce a riconoscere: una nazione che non sa più proteggere i suoi figli, in cui il crimine organizzato la fa da padrone e le lusinghe della cosiddetta civiltà occidentale hanno corrotto l’ autentico spirito del popolo russo e di tutti gli stati che un tempo erano l’ orgogliosa Unione Sovietica. E senza portare alcuno dei vantaggi promessi, ma solo fame e disoccupazione (almeno per il momento). Ogni giorno che passa cresce la tentazione di fare qualcosa, di prendere in mano la situazione. Sinora Valentin Shatalov, alias Igor Vanko, ha mantenuto fede il suo proposito di non reindossare l’ armatura della Dinamo Cremisi ed usare il suo potere e la sua forza per insegnare al suo popolo ed ai suoi indegni governanti come riportare la Rodina[2] ai suoi giorni di gloria, ma ogni giorno la sua determinazione s’indebolisce e quanto tempo passerà prima che essa venga meno del tutto? Quanto tempo?

Questo era il passato, oggi il presente è un piccolo negozio a conduzione familiare di cui lui è commesso. Un tempo Valentin l’ avrebbe considerato un lavoro umiliante.

.”Sei stato in gamba” gli dice il proprietario del negozio ”Anche se magari un po’ troppo avventato”.

“Dici, Vassili Sergeievitch?” ribatte Valentin ”In realtà non correvo grandi pericoli. Quei due avevano gli animi surriscaldati, ma poca voglia di battersi, in fondo”.

“Da come ne parli, sembra che tu te ne intenda, Igor Antonovitch”.

“Io? Oh no di certo, sono un tipo pacifico”.

Vassili Sergeievitch Borozov scuote la testa ed abbozza un sogghigno, poi interviene sua figlia.

“Io penso che tu sia stato grande, Igor Antonovitch. Davvero”.

“Ti ringrazio, Anastasia Vassilievna, ma non merito le tue lodi, davvero”.

La ragazza è carina e si nota che ha un debole per lui. È diversa dalle donne che conosceva un tempo, quando era un uomo potente, in un altro tempo, in un’ altra vita e, forse, perfino in un altro mondo.

 

Più tardi, dopo il tramonto.

 

Colui che un tempo era Valentin Shatalov si dirige a piedi verso il piccolo appartamento nella periferia della capitale della ex seconda superpotenza del mondo e si chiede cosa gli stia succedendo. Forse ha giocato troppo a lungo a fare il supereroe e la finzione gli è entrata nel sangue. Ora però la Dinamo Cremisi è parte del suo passato e non tornerà, non può e non deve tornare.. o sì? Che ne è stato di Shatalov lo spietato? Esiste ancora dentro di lui? Improvvisamente si irrigidisce. Anni di addestramento militare e di operazioni in teatro di guerra non sono stati spesi invano. C’è qualcuno che lo segue, ne è sicuro. Ma perché? Non dovrebbe essere chiaro che non ha soldi con sé? O forse ai teppisti che infestano quella che oggi osano chiamare Russia non importa se quel che trovano sono solo pochi spiccioli? Senza pensarci troppo, svolta un angolo e s’infila in un androne. Deve aspettare poco, perché ecco arrivare un uomo che si muove circospetto, dev’essere il suo inseguitore. Lesto, Vanko o Shatalov che dir si voglia esce dal suo nascondiglio e lo affronta:“Ehi amico perché mi stai…”.

Le parole gli muoiono in gola improvvisamente quando lo riconosce: è uno dei suoi vecchi compagni del Remont 4. Volpe di Fuoco.

“Ma cosa…”.

“Chiedilo a noi”. La voce è dura e spietata, la riconoscerebbe ovunque, volge lo sguardo alle sue spalle e li vede: Titanium e l’ Unicorno, gli altri suoi vecchi compagni ed ora sa che la sua vita sta per cambiare di nuovo.

 

Un colpo dal passato.

 

I Remont 4, un gruppo costituito per l’ appunto da quattro superesseri, il braccio armato del progetto Remont. Non li vedeva più da quando aveva deciso di infiltrarsi nel gruppo occidentale WorldWatch. Avrebbe dovuto essere il cavallo di troia di quel gruppo, ma non sempre i piani funzionano come previsto.

“È un piacere rivederti, anche se ora hai quel volto tutto nuovo. Per te non è lo stesso, carissimo leader?”. Sbaglia o Valentin sente una nota di profondo sarcasmo in quella voce? Boris Bullski non gli è mai piaciuto, ma era un combattente valido, sceglierlo per il gruppo era una scelta inevitabile, lo sa molto bene, è stato lui a selezionarli personalmente, dopotutto.

“Che cosa volete?” chiede.

“È molto semplice” risponde Titanium “Ora che la tua missione in Occidente è finita, perché non riprendi il tuo posto come nostro leader?”.

Già, perché? Shatalov vorrebbe possedere la risposta anche lui:“Le cose sono cambiate” risponde “Non sono più sicuro che la violenza e gli intrighi siano la risposta. Forse è troppo tardi. Forse l’ Unione Sovietica è davvero morta e non si può farla rinascere”.

“Inaccettabile!” è il secco commento di Titanium “Queste idee disfattiste non possono essere tollerate. Se non hai più lo stomaco per far parte del gruppo, se non sei più capace di guidarci, allora applicheremo con te le tue stesse regole: devi morire”.

Ad un segnale di Titanium, gli altri due membri del Remont 4 si muovono e mentre i raggi repulsori di Titanium ed il raggio dell’ Unicorno si dirigono contro Shatalov, lui riesce a scansarli, una, due volte, ma non ce la può fare per sempre. Senza la sua armatura è spacciato, è solo questione di tempo. Improvvisamente, si ritrova afferrato da Volpe di Fuoco e sa che la sua fine è arrivata. Titanium prende di mira la sua testa e Shatalov chiude gli occhi in attesa del colpo fatale.. che non arriva… o meglio, ne arriva uno che colpisce Titanium.

“Perché non te la prendi con qualcuno alla tua altezza?” dice la voce del nuovo venuto.

A quanto pare, sono arrivati i soccorsi.

 

Campo di battaglia: Mosca.

 

La Guardia d’ Inverno è arrivata, il più famoso supergruppo della Russia è schierato contro il nemico: Vanguard, Stella Nera, Ursa Major, Tigre Siberiana, Powersurge e Airstrike, che ha appena sparato il colpo che ha fermato Titanium.

“Il mio vecchio amico Titanium” dice ancora Airstrike “Sei pronto a giocare come l’ ultima volta?”.[3]

“Ti schiaccerò come l’ insetto che sei, Bukharin, dannato traditore”.

“Curioso, pensavo che fossi tu il traditore” replica Airstrike e spara un paio dei suoi mini missili contro il gigantesco avversario che viene respinto indietro e cade.

Accanto, Volpe di Fuoco e Tigre Siberiana si studiano:“L’ astuzia del cacciatore o l’ istinto del predatore, chi vincerà?” chiede, retoricamente, Volpe di Fuoco al suo avversario.

“Non tu, perché ti farò a fette” risponde Tigre Siberiana.

Le schermaglie d’ apertura sono di breve durata, poi inizia lo scontro vero e proprio. Tra Titanium e Airstrike lo scontro è equilibrato: la massa e la forza del primo sono adeguatamente compensate dalla manovrabilità del secondo. Il potere di Vanguard è molto efficace nel bloccare l’ energia dell’Unicorno e restituirla al mittente ed in più ci sono Ursa Major e Stella Nera a dar manforte al resto del gruppo.

Mentre afferra Volpe di Fuoco, Ursa Major dice:“E così sareste i Remont 4? Mi sembra che siate solo in tre. Dov’è il vostro capo, la Dinamo Cremisi? Come tutti i generali preferisce mandare avanti la carne da cannone?”.

“Idiota” ribatte Volpe di Fuoco, riuscendo a scivolare tra le braccia del suo corpulento avversario ”Ci sono cose che non sai, ma perché dovrei perdere tempo a spiegarlo ad un grosso idiota come te?”.

“Se hai intenzione di offendermi, sappi che non ne hai bisogno, mi divertirò a cambiarti i connotati lo stesso”.

Tigre Siberiana salta contro Volpe di Fuoco ed i due avversari rotolano avvinghiati in combattimento.

“Non sarà lui a farti del male” urla Tigre ”Sarò io!”.

“Questo è da vedersi”.

Poco lontano, Titanium e Airstrike sono in una posizione di stallo.

“Fa del tuo peggio, Compagno Bukharin” dice il primo ”Quando avrai finito io sarò ancora in piedi per schiacciare la tua armatura”.

“Il tuo guaio 'Compagno' Bullski è che sei sempre stato troppo sicuro di te ed è sempre stato questo a condurti alla sconfitta, alla fine”.

Airstrike non si sta semplicemente vantando, un ulteriore colpo fa barcollare Titanium e Dimitri Bukharin sa che deve continuare ad incalzarlo con tutto quello che ha ed alla fine lo sconfiggerà.

La battaglia sta volgendo al meglio per la Guardia d’ Inverno, i loro nemici sono sulla difensiva ed in un angolo Valentin Shatalov guarda i suoi nemici di un tempo battersi contro coloro che erano suoi compagni di lotta e sa che per sopravvivere deve sperare che siano i primi a vincere. La triste ironia della vita.

 

Da qualche altra parte.

 

Il momento che aspettava è arrivato e con un sorriso sinistro dice una sola parola:“ORA!”.

 

Periferia di Mosca.

 

Un getto di Forza Oscura fuoriesce dalle dita di Stella Nera che urla:“No!”.

“Laynia! Che succede?” urla suo fratello Vanguard.

“Io.. non lo so… non controllo la Forza Oscura… non riesco a controllarla!”.

Come dotata di una sua propria mente la Forza Oscura esce da Stella Nera ed avvolge tutti i membri della Guardia d’ Inverno, rinchiudendoli in una cappa d’ oscurità che li cela alla vista di tutti, per poi ritirarsi quasi istantaneamente, lasciando a terra i corpi dei supereroi svenuti. A quel punto, Stella Nera crolla come prosciugata d’ ogni energia.

Per un lungo momento i membri del Remont 4 non credono ai loro occhi, poi Titanium dice:“Non so cosa sia accaduto, ma sarebbe da stupidi non approfittarne, compagni”.

Alle sue spalle Valentin Shatalov non riesce a muoversi ed attende il suo destino.

 

EPILOGO UNO

 

In un luogo che, per ora almeno, è destinato a restare segreto, un uomo sorride soddisfatto. Quello che ha appena visto grazie ad un collegamento psionico con i suoi uomini è stato davvero galvanizzante.

“Davvero soddisfacente, non trovi, mia cara Elena Ivanova?” dice sfoderando un maligno sogghigno.

Ma la donna a cui si è rivolto, legata ad una sedia di metallo e con la testa collegata ad un sofisticato meccanismo che imbriglia i suoi poteri ESP, non è in grado di dare alcuna risposta.

 

EPILOGO DUE

  

In un altro luogo ancora, anch’esso destinato per ora a restare segreto, un essere che non può definirsi umano è anche lui soddisfatto.

Ormai è certo del fatto che la Forza Oscura è completamente sotto il suo controllo ed ora è il momento del passo ulteriore: la dimensione della Terra sarà aperta alla sua conquista e stavolta nessuno potrà fermarlo, nessuno.

E mentre scoppia in una risata malvagia ed agghiacciante, alle sue spalle, prigioniero come altri suoi compagni della Guardia d’ Inverno da tempo scomparsi, di legami che nessuna mano umana può spezzare, colui che è noto solo come Guardiano d' Acciaio sa che il suo nemico potrebbe avere ragione.

 

FINE

  

NOTE DEGLI AUTORI

 

            Continuiamo imperterriti a narrare le vicende della Guardia d’ Inverno, a proposito della quale abbiamo solo poche cose da dire.

1)    Valentin Shatalov è il stato il quinto possessore dell’ armatura della Dinamo Cremisi, ottenuta dopo averla requisita a Dimitri Bukharin, che in seguito adottò l’ alias di Airstrike. Negli ultimi tempi Shatalov aveva finto di essere Igor Vanko, figlio dell’ originale Dinamo Cremisi, il Professor Anton Vanko, e questo per poter colpire dall’ interno il supergruppo chiamato WorldWatch. Piano a cui, infine, rinunciò. Sembra aver perso il suo spirito combattivo, ma cosa ha in serbo il futuro per lui lo sapremo presto.

2)    Il gruppo dei Remont 4, braccio superpotente di un’ organizzazione che intende restaurare la defunta Unione Sovietica  ed il suo regime dittatoriale, è stato fondato e guidato sino ad ora proprio da Shatalov, ma se ora lui ha abdicato dal suo ruolo di leader sia del gruppo, che della cospirazione, chi ha preso il suo posto? Non temete lo saprete prestissimo.

3)     Ma come mai la Guardia d’ Inverno è intervenuta a difesa di Shatalov? Seguivano lui o i Remont 4? Ne saprete di più nel prossimo episodio, promesso.

4)    Elena (sarebbe più corretto dire Yelena) Ivanova è stata un comprimario della breve serie di Maverick, pressoché completamente inedita in Italia. Su di lei e sui suoi poteri psionici avremo modo di ritornare in seguito.

5)    Non ditemi che non avete ancora capito chi è il misterioso essere che tiene prigionieri i guardiani scomparsi ed ora controlla la Forza oscura, credevamo che fosse evidente ormai, Mah forse non siamo così bravi a seminare indizi come credevamo. -_^ Non preoccupatevi, ne saprete di più molto presto.


 

[1] Riparazione in Russo

[2] Madre patria in Russo.

[3] L’ultimo scontro tra Airstrike e Titanium è avvenuto in Marvel Knights #5 ed è finito con la fuga di quest’ultimo.